Rinnovata propensione al rischio nell’azionario.

Buona mattinata;
nella notte, in Nuova Zelanda le previsioni sull’inflazione a 2 anni per il quarto trimestre sono scese all’1,85% dall’1,94% del terzo trimestre. Sono aumentate invece le previsioni sull’inflazione a 1 anno, dall’1,46% all’1,51% nel quarto trimestre. A Singapore le esportazioni di ottobre escluso il petrolio si sono contratte dello 0,5% a/a, rispetto al +0,3% precedente, perché è calata la domanda di prodotti elettronici (-3,2% a/a). Gli scambi commerciali regionali di Singapore sono stati molto deboli, ciò lascia intendere che la ripresa generale del commercio non sia imminente. Dai verbali della RBA australiana emerge che le prospettive d’inflazione rimangono dimesse, ciò permetterà di aumentare gli stimoli. I verbali indicano che c’è stato un miglioramento marginale delle condizioni economiche, l’AUD debole ha, infatti, contribuito a sostenere il calo della domanda esterna. Sempre rimanendo in Australia, il vice governatore della RBA Christopher Kent ha osservato che il rialzo dei prezzi delle materie sarà limitato perché il percorso di sviluppo della Cina ha cambiato direzione. Persistono le condizioni ribassiste per l’AUD/USD, il trend ribassista rimane intatto, ciò fa presagire un nuovo test dei minimi di settembre a quota 0,6896.
FxTrading
Si apre una giornata densa di appuntamenti economici per gli operatori. Durante la seduta europea, sarà diffuso il dato ZEW sulle attese in Germania, previsto in miglioramento da 1,9 a 6 punti; tuttavia, la debolezza osservata di recente nei dati tedeschi e la fiacchezza dei partner commerciali europei non escludono un rilevamento deludente. Nel Regno Unito, l’inflazione (IPC) dovrebbe rimanere piatta al -0,1% a/a (dato core 1,0% a/a). L’attenuarsi delle pressioni inflazionistiche e la BoE colomba dilazionano le previsioni sul primo rialzo del tasso (nel 2017), pertanto un rilevamento debole dovrebbe sostenere ulteriori vendite sulla coppia GBP/USD, che dovrebbe riscendere a 1,5027. Il PIL norvegese dovrebbe scendere allo 0,1% t/t dallo 0,2% t/t del terzo trimestre. Un rialzo a sorpresa della crescita e le prospettive di un allentamento dalla BCE potrebbero dare all’EUR/NOK una spinta al ribasso a 9,1517. Nel pomeriggio, gli USA pubblicheranno il dato IPC, previsto in rialzo allo 0,2% dal -0,2% m/m. L’IPC di fondo dovrebbe crescere dello 0,2%, il tasso a/a si attesterebbe all’1,9%. Infine, la produzione industriale dovrebbe aumentare dello 0,1%, mettendo fine alla flessione protrattasi per due mesi consecutivi. Rimaniamo costruttivi sull’USD nei confronti di CHF, CAD ed EUR.

Riguardi.

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